Appuntamenti

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venerdì 23 ottobre 2009

Associazione Insediamenti Universitari: "No a chiusura Poli"

Un accorato appello, contrario ad ogni possibile ipotesi di chiusura del Polo Monregalese del Politecnico di Torino è stato sottoscritto dal Presidente dell’Associazione Insediamenti Universitari in Provincia di Cuneo. E’ semplicemente inimmaginabile che un Polo Universitario di eccellenza, quale quello di Mondovì, possa, dall’oggi al domani, cessare d’esistere. Gli effetti prodotti sarebbero, infatti, dirompenti per gli studenti e per tutti gli Enti, che fin dal 1990 hanno fortemente creduto nel progetto di insediamento, finanziandone la nascita e la continua crescita, e quindi per l’intero tessuto socio-culturale, economico e produttivo territoriale. Una 'partita' che l’Associazione Insediamenti Universitari in Provincia di Cuneo non considera ancora conclusa, nonostante gli indirizzi operativi, volti alla chiusura di tutte le sedi decentrate, espressi, in totale autonomia organizzativa, dal Senato Accademico del Politecnico di Torino. Riteniamo che il sostegno dell’Associazione debba essere indirizzato, in questo difficile momento, a tutti quanti gli studenti iscritti, al corpo docente ed al personale amministrativo del Polo Monregalese. Il danno arrecato agli studenti, qualora l’ipotesi di chiusura della sede Monregalese del Politecnico di Torino, si concretizzi, sarebbe particolarmente grave. Verrebbero così improvvisamente privati di insegnamenti di qualità, della possibilità di proseguire gli studi vicino alle loro residenze, di fruire, conseguentemente, di minori costi, di ottenere curricula di eccellenza, statisticamente migliori di quelli, in media, conseguiti dagli studenti frequentanti i corsi in Torino. La recente storia del Polo di Mondovì non può terminare. E’ quindi auspicabile il raggiungimento di una nuova, appropriata e condivisa soluzione da adottare con il Politecnico di Torino.
IL PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE INSEDIAMENTI UNIVERSITARI IN PROVINCIA DI CUNEO GIANFRANCO DOGLIANI

Taricco: "Politica ha dovere di pronunciarsi su Politecnico"


Pregiatissimo Prof. Profumo, ho letto, con una certa sorpresa, le interviste da lei rilasciate in data odierna su alcuni importanti quotidiani nazionali. Vi ho trovato una determinata difesa delle scelte effettuate ieri dal Senato Accademico del Politecnico e la rivendicazione di una netta visione strategica per il futuro dell’Università e del Politecnico. La 'politica', lei dice, non dovrebbe impicciarsi e dovrebbe volare più alto. Mi permetta su questo e sulle decisioni assunte ieri, sommessamente, di esprimere alcune considerazioni. Credo la politica abbia non il diritto, ma il dovere, di pronunciarsi su scelte che inevitabilmente avranno impatto sui territori e sulla formazione dei giovani di oggi e dei professionisti e di coloro che avranno responsabilità domani. Ho sempre pensato, e continuo a pensare, che sui modelli organizzativi ci sia spazio per un confronto anche perché nessuna ricetta ha certezze matematiche e garanzia di risultati assicurata. Il decentramento fu, tra le altre cose, una risposta ad un crescente intasamento universitario che permise di sperimentare un modello, sicuramente con pregi e difetti, ma che ebbe il merito, su alcuni territori, di mettere in moto dinamiche positive di sviluppo. A Mondovì, in questi anni, è cresciuta la collaborazione con il territorio. Sono stati avviati programmi di sostegno a ricerca e sperimentazione su temi connessi alle sfide dello sviluppo locale e tutto questo ha riscontrato un grande interesse coinvolgendo gli enti locali e lo stesso corpo studentesco. Credo che buttare via tutto questo, per riconcentrare tutto su Torino, sia una semplificazione che quanto meno avrebbe meritato altro approfondimento. Non ho capito se l’aver avviato una riorganizzazione del Politecnico, che in qualche misura anticipa l’emanazione formale dei provvedimenti ministeriali previsti, sia per totale condivisione degli stessi o per necessità di cogliere al balzo un’occasione. Ciò che percepisco invece, come sommamente vero è, che tutti i discorsi sull’articolazione a rete di un sistema universitario e le chiamate ad un impegno concreto dei territori e delle amministrazioni locali, suonano oggi terribilmente falsi e quasi ironici. Il dover ridurre e riaccorpare i corsi non dovrebbe automaticamente voler dire doverli portare tutti a Torino. Se è vero che si può usare la videoconferenza credo che da Mondovì si possa guardare verso Torino ma credo sia possibile anche il contrario. Di fronte ad una scelta ministeriale che di fatto taglia risorse in modo abnorme, pone parametri a detta delle stesse università inapplicabili, comporta riduzioni di personale drastiche, invece di chiedere flessibilità nella applicazione si è scelto di applicarle pedissequamente smantellando il sistema, ignorando le esigenze e le sfide del territorio. Alle richieste di questa Regione di poterne ragionare anche con il Ministero si è risposto con un sostanziale “non c’è tempo” bocciando come folli le proposte della stessa. Credo la Regione Piemonte, anche alla luce dell’impegno e della collaborazione messa in campo in questi anni, avrebbe meritato attenzione e trattamento diversi. Nella mia concezione di rispetto istituzionale vi è sicuramente consapevolezza dei ruoli di ciascuno e chiarezza sui soggetti che sono chiamati a decidere. Credo però sia giusto rimarcare l’unilateralità di una decisione che non tiene in nessun modo conto del rischio della fine di un processo che forse, non per tutte le sedi decentrate ma sicuramente per Mondovì, stava avviando sinergie positive e che era frutto di importanti investimenti del territorio a suo tempo condivisi con lo stesso Politecnico e che ora diventeranno carta straccia. Se è giusto, in generale, che ognuno risponda delle proprie scelte, credo sia vero, nel particolare, che ciò vale anche in questo caso. Scusandomi per l’intromissione, mi è comunque gradita l’occasione per porgere sinceri saluti. Mino Taricco

COMUNICATO STAMPA WILLIAM CASONI: "INACCETTABILE LA CHIUSURA DEL POLITECNICO DI MONDOVI"

"Non c'è stata nessuna sensibilità da parte della Regione Piemonte. (NDR: la regione nella persona della presidente Mercedes Bresso ha in realtà dato il suo pieno appoggio) In Lombardia le sedi decentrate universitarie sono raddoppiate. In Piemonte invece no.
Tutto questo dimostra la politica fallimentare che ha avuto la nostra Regione in materia universitaria. Il Piemonte e la Lombardia sono due regioni speculari: se in Lombardia le sedi distaccate per lo studio universitario aumentano, non si capisce come mai in Piemonte debbano chiudere quelle esistenti. La chiusura della sede è inaccettabile."
Commenta così il consigliere regionale William Casoni, capogruppo Pdl a Palazzo Lascaris e coordinatore vicario del Pdl della Provincia di Cuneo, la difficile situazione che si è creata sul polo universitario Monregalese del Politecnico di Torino. Secondo il consigliere regionale Casoni, il danno arrecato agli studenti, qualora si dovesse concretizzare l'ipotesi di chiusura della sede, avrebbe conseguenze gravissime. "Bisogna innanzitutto garantire il diritto allo studio -- sottolinea l'esponente del Pdl - se la facoltà chiude viene meno la possibilità per tutti gli studenti del Monregalese, e degli altri Comuni della Granda, di potere usufruire della didattica tradizionale vicino a casa . Sappiamo tutti quanto siano alti i costi da sostenere per gli studenti fuori sede." Inutile poi, secondo il consigliere regionale, è la polemica innestata contro il Governo perché "il Ministero non ha dato indicazioni che implicano la chiusura delle sedi universitarie, gli atenei, in accordo con le rispettive regioni, possono agire in piena autonomia provvedendo a ridistribuire le risorse." "Condivido - conclude Casoni - l'amarezza che prova l'ex sindaco di Mondovì Riccardo Vaschetti che nel 1995 ha presenziato alla consegna dei primi diplomi di laurea
del decentramento monregalese. Da quel giorno Vaschetti ha partecipato a ben otto inaugurazioni dell'anno accademico e ha seguito costantemente l'evolversi della situazione
accademica della nostra Provincia".


UFFICIO STAMPA WILLIAM CASONI

POLITECNICO VERSO LA CHIUSURA

Dopo la visita della Gancia, gli studenti dell’ateneo di Mondovì aspettano la riunione del Consiglio comunale

LA PRESIDENTE: “UNA DECISIONE UNILATERALE”. LA REGIONE SI SCHIERA CON UN ORDINE DEL GIORNO. I RAGAZZI: “NON SIAMO CONSERVATORI!”

http://www.cuneocronaca.it/news.asp?id=21786&typenews=primapagina

MARCO TURCO – “Non sono qua per fare promesse, perché la Provincia può fare poco: ma siamo al vostro fianco”. Così la presidente Gancia agli studenti del Poli di Mohndovì. Questa sera, il Consiglio comunale nella sede.

Nono giorno di occupazione nelle aule dell’ateneo monregalese. Dopo le dichiarazioni del rettore, Francesco Profumo (che dalle colonne dei quotidiani ha bollato come “conservatore” l’atteggiamento degli studenti e delle istituzioni), gli studenti non hanno intenzione di abbandonare la loro battaglia.

Ieri, l’incontro con la presidente della Provincia Gianna Gancia: “È stata una decisione assolutamente unilaterale – ha commentato la Gancia –, che il rettore ha preso commettendo un vero e proprio sgarbo istituzionale. Purtroppo, la Provincia non può fare molto: non abbiamo grandi margini di manovra. Ma rinnovo il mio impegno, non vi lasceremo soli”.

Ancora commenti, da parte degli studenti: “Le parole di Profumo ci offendono – ha ripetuto il rappresentante Bazzano –: non accettare di prendere lezioni da un televisore vorrebbe dire essere conservatori? Non vogliamo affatto un’Università sempre uguale, statica: Noi crediamo che le cose debbano cambiare, certo: ma in meglio, non in peggio”.

Nuova presa di posizione della Regione: un ordine del giorno proposto da Giorgio Ferraris, in cui si dice: “ritenendo la chiusura delle sedi decentrate un inaccettabile impoverimento dei nostri territori, il Consiglio chede al Rettore ed al Senato Accademico del Politecnico di Torino di rivedere la decisione assunta di concentrare sul capoluogo piemontese tutta la propria attività didattica, e sollecita i Parlamentari piemontesi a farsi interpreti presso il Governo delle ragioni sopra enunciate, affinchè vengano rimossi gli ostacoli di natura economica alla prosecuzione e all’ulteriore sviluppo delle attuali esperienze universitarie decentrate; invita la Giunta regionale a promuovere un incontro urgente con il Governo per dar corso alla richiesta di passaggio della materia universitaria dallo Stato alle Regioni e per illustrare le linee di riforma del sistema universitario piemontese; a riconfermare, in sede di Comitato regionale di coordinamento universitario, la validità delle scelte a suo tempo assunte riguardo lo sviluppo del sistema universitario piemontese e, di conseguenza, a sostenere con forza l’iniziativa delle istituzioni locali”.

Questa sera, alle 21, il Consiglio comunale si riunirà nelle aule del Poli, per l’approvazione di un documento in difesa della sede.

giovedì 22 ottobre 2009

Mondovì: Politecnico, una decisione che sa di sentenza

Da Torino arriva la notizia, quella che bene o male tutti si aspettavano e che sa tanto di beffa. Per tutte le sedi decentrate del Politecnico sarà teledidattica, nelle parole del Magnifico Rettore Francesco Profumo a Mondovì, così come a Verres, Vercelli, Biella e Alessandria verranno mantenute le esercitazioni pratiche, i laboratori e ci saranno investimenti sulla ricerca. L’ardua sentenza arriva dopo il lungo Senato Accademico di ieri dove tutto pareva già scritto, sono solo quattro i voti contrari. Profumo aggiunge una spiegazione che agli studenti non è chiara: le università non si occupano solo di didattica, e questo è vero, ma proprio la didattica dovrebbe essere il fulcro dell’università in un paese dove la carenza di tecnici è cronica. I ragazzi non ci stanno, a Mondovì l’occupazione autogestita proseguirà ad oltranza, così come i tentativi delle amministrazioni locali, dei Parlamentari piemontesi e della Regione di dare un esito diverso alla questione. La politica non dovrebbe entrare nel merito universitario, nel rispetto dell’autonomia di questi enti, però questa volta il fronte è compatto, PDL e PD sono in accordo, i poli decentrati non si toccano, sono eccellenze e tutti gli investimenti fatti finora non possono essere gettati al vento. Le dichiarazioni degli studenti sono pesanti, molti pensano di lasciare gli studi non potendo permettersi di studiare a Torino, lo sconforto è tanto e nessuno si spiega perché proprio loro debbano rinunciare all’offerta formativa quando in realtà è la sede metropolitana ad avere corsi in eccedenza come monte ore e come numero di professori.

In attesa di sapere se da Roma verrà presa qualche decisione, agli studenti non resta che tenere duro e non perdere il morale che in questi giorni di occupazione li ha contraddistinti per concretezza e spirito propositivo. Intanto domani alle 21 presso il Politecnico si svolgerà un consiglio comunale in sessione straordinaria, accompagnato dalla presenza degli studenti, con un unico punto all’ordine del giorno: il no unanime e condiviso di tutta l’assemblea cittadina a qualunque 'taglio' da parte dei vertici del Politecnico di Torino per il decentramento cuneese. Sabato 24 ottobre (dalle 12 alle 12.30 in piazza Cesare Battisti a Mondovì), invece, il Comune promuove una mobilitazione in piazza invitando tutte le componenti sociali ed economiche della Città a partecipare per lanciare un appello a salvaguardia della sede monregalese: “Chiediamo a tutti i monregalesi – spiega il sindaco, Stefano Viglione – una mezz'ora del proprio tempo: dalle 12 alle 12.30, in piazza Cesare Battisti, facciamo sentire, insieme, la nostra voce, per far aprire gli occhi a chi con ostinazione ci vuole 'sottrarre' il Politecnico che non è solo una grande risorsa del territorio ma è la Città stessa. La chiusura della sede del Politecnico a Mondovì significherebbe un danno culturale, sociale ed economico, oltre a rappresentare un grande spreco di denaro pubblico: in vent’anni, il territorio ha investito oltre 20 milioni per il decentramento. Non possiamo accettare che queste risorse, i sacrifici fatti in questi anni, vadano in fumo”.

Alessandro Chittolina

Il Politecnico di Torino chiude le sedi decentrate, protestano gli studenti

Il Politecnico di Torino chiude le sedi decentrate. La decisione è arrivata ieri al termine della riunione del senato accademico. Tra le altre deliberazioni, votate quasi all'unanimità, il primo anno di ingegneria sarà uguale per tutti, il secondo sarà invece articolato su quattro percorsi e il terzo sarà differente per ogni corso specialistico. Architettura avrà invece un corso in architettura e uno in design industriale. La giornata di ieri è stata caratterizzata dalla protesta degli studenti giunti soprattutto da fuori Torino. In circa 300 hanno occupato l'aula del senato e discusso con il rettore, Francesco Profumo.
Delusione nelle varie province (Biella, Vercelli, Alessandria e Cuneo - sede di Mondovì) per la decisione del Politecnico di tagliare le sedi decentrate, smantellando i corsi di ingegneria pur lasciando attive le sedi. La prospettiva è che si faccia ricerca, ma niente più. Soltanto la sede di Vercelli conta un migliaio di iscritti e si calcola che 500 provengano dalla provincia di Novara. Quella di Mondovì ne conta 840. (asca)

POLITECNICO DI MONDOVI’ VERSO LA CHIUSURA

Ma gli studenti non ci stanno: “Non possiamo accettarlo, la nostra occupazione va avanti”

VIGLIONE: “NON CI DIAMO PER VINTI”. IL CONSIGLIO COMUNALE SI RIUNIRA’ NELLE AULE DELL’ATENEO. NUOVA ASSEMBLEA STUDENTESCA

http://www.cuneocronaca.it/news.asp?id=21754&typenews=primapagina

CUNEOCRONACA.IT - MARCO TURCO – Dunque, si va verso la fine. Il Senato accademico ha deciso: niente più didattica nelle sedi decentrate, accentramento a Torino, videolezioni. Gli studenti: “Non possiamo accettarlo. Restiamo nelle aule occupate”.
“Continueremo la nostra occupazione forti dei consensi che il nostro gesto sta ottenendo da ogni fronte”, è questa la voce degli studenti un giorno dopo il verdetto del Senato. Il Piano del rettore Francesco Profumo è stato approvato (anche se non all’unanimità). La riforma inizierà a partire dal prossimo anno accademico: accorpamento del primo anno di corsi, e transitorio per gli anni a venire. Ma la didattica verrà accentrata a Torino.

Parlano gli studenti: “La nostra protesta non si arresta, siamo sempre più determinati e convinti che stiamo agendo nel migliore dei modi non solo per il nostro futuro, ma anche per il futuro del monregalese e della Provincia di Cuneo Non siamo disposti ad accettare una didattica "di ripego". Noi abbiamo gli stessi diritti degli studenti della sede metropolitana, non ci accontenteremo di fredde lezioni trasmesse in via telematica. la nostra protesta proseguirà così come la nostra autogestione. Oltre ai corsi ai quali non abbiamo mai rinunciato, abbiamo in programma per i prossimi giorni degli incontri in cui esperti del settore ci illustreranno meglio i meccanismi di erogazione dei finanziamento all'Università pubblica. Siamo fieri di poter constatare concretamente che la Regione, la Provincia, il Comune, gli enti locali, la cittadinanza sono uniti al nostro fianco”.

Il Comune è sceso in campo immediatamente: “Il Poli non deve chiudere – è la dichiarazione di Viglione –. Non ci diamo per vinti. La chiusura della sede a Mondovì significherebbe un danno culturale, sociale ed economico, oltre a rappresentare un grande spreco di denaro pubblico: in vent’anni, il territorio ha investito oltre 20 milioni per il decentramento. Non possiamo accettare che queste risorse, i sacrifici fatti in questi anni, vadano in fumo”.

Due iniziative, in programma per i prossimi giorni. La prima è in programma venerdì 23 ottobre alle ore 21, presso il Politecnico in via Cottolengo, dove si svolgerà un consiglio comunale in sessione straordinaria, accompagnato dalla presenza degli studenti, con un unico punto all’ordine del giorno: il no unanime e condiviso di tutta l’assemblea cittadina a qualunque “taglio” da parte dei vertici del Politecnico di Torino per il decentramento cuneese.

Sabato 24 ottobre (dalle 12 alle 12.30 in piazza Cesare Battisti a Mondovì), invece, il Comune promuove una mobilitazione in piazza invitando tutte le componenti sociali ed economiche della Città a partecipare per lanciare un appello a salvaguardia della sede monregalese: “Chiediamo a tutti i monregalesi – spiega il sindaco, Stefano Viglione – una mezzora del proprio tempo: dalle 12 alle 12.30, in piazza Cesare Battisti, facciamo sentire, insieme, la nostra voce, per far aprire gli occhi a chi con ostinazione ci vuole “sottrarre” il Politecnico che non è solo una grande risorsa del territorio ma è la Città stessa”.