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sabato 31 ottobre 2009

Bresso a studenti del Poli:"I giochi non sono ancora chiusi"



Faccia a faccia, nel tardo pomeriggio di ieri, tra la presidente della Regione Mercedes Bresso e una folta delegazione di studenti del Politecnico di Mondovì, capitanati dal loro professore simbolo, Teresio Sordo. L'incontro si è svolto presso la sede del PD, in via Dronero, alla presenza anche dei consiglieri regionali Elio Rostagno e Giorgio Ferraris che, su questa vicenda, si stanno spendendo in tutte le sedi.

Anche la Bresso ha promesso di farlo. Il Politecnico di Mondovì le sta a cuore, non fosse altro che per il fatto che la Regione Piemonte è tra le più virtuose d'Italia: "Se proprio si deve tagliare, perché la questione è principalmente finanziaria - specifica la presidente - lo si faccia in altre Regioni. La Toscana ha un'Università per ogni città, la Lombardia ne ha 13. Il Piemonte, che è la più grande regione d'Italia dopo la Sicilia e ha problemi di connessione e trasporti, ne ha solo 3. Che inizino a tagliare da qualche altra parte". Ai ragazzi, parla di un vivace scambio di battute avuto con il vice Rettore del Politecnico Gigli, rassicurandoli che si è aperto un nuovo margine di trattativa. "Con o senza il Politecnico, Mondovì deve rimanere aperto, con docenza di lauree triennali. Se così non fosse, chiederò all’università di Genova di farsi avanti". Esclude, al momento, l'ipotesi che Mondovì passi sotto l'egida dell'Università del Piemonte Orientale. La Bresso spiega che lunedì prossimo parlerà con il Rettore Profumo per costruire un profilo di proposta con la quale trattare direttamente con il Governo. "Altrimenti faremo da soli" - rassicura.

Per gli studenti parla Luca Bazzano, loro rappresentante al Senato Accademico. Consegna alla Presidente un documento che racconta 20 anni di storia, ricerche, convegni e dati sulla sede di Mondovì, oltre a 5190 firme contro la chiusura del Poli, raccolte direttamente a Mondovì durante il periodo di occupazione da parte di questi studenti che, da qualche settimana, vivono all'interno della loro sede universitaria ma senza impedire il regolare svolgimento delle attività didattiche. Uno studente dell'ultimo anno, Giacomo Gaiotti, cita le parole del Rettore per l'inaugurazione dell'Anno Accademico, non senza una vena polemica. In quel discorso, infatti, nulla faceva presagire una minima intenzione di chiudere la sede monregalese del Poli.

Ed è questo il punto sul quale lo stesso Prof. Sordo richiama più volte l'attenzione della Bresso: il voltafaccia del Politecnico di Mondovì: "Profumo - dice - voleva far crescere questa sede, spingendo anche per ottenere borse di studio per studenti provenienti dall'estero. Cosa è successo?". La Bresso non è stata in grado di rispondere. Rimanderà a dopo il colloquio con la massima autorità del Politecnico di Torino, colloquio che, lo ribadiamo, dovrebbe avvenire già lunedì. O altrimenti si tratterà direttamente con il Governo. In un modo o in un altro, guardando a Genova, diventando un'Università e non un distaccamento del Politecnico di Torino, guardando all'Università del Piemonte Orientale, a Mondovì si continuerà a studiare.


Barbara Simonelli
targatocn.it

Gli studenti del Politecnico di Mondovì a Cuneo per incontrare Mercedes Bresso/ “Non accettiamo la decisione di chiudere le sedi periferiche”

“VALUTEREMO SE PASSARE CON L’UNIVERSITA’ DEL PIEMONTE ORIENTALE”. LA RISPOSTA A CASONI: “LA SEDE DEL PD ERA IL LUOGO PIU ADATTO”

MARCO TURCO – “Non siamo d’accordo con una decisione che va a favore solo del nucleo centrale, a discapito di tutte le sedi periferiche”. Così la presidente regionale Mercedes Bresso, davanti agli studenti del Poli di Mondovì. Guarda anche il video.
L'incontro tra la presidente e i ragazzi è avvenuto venerdì sera, presso la sede cuneese del Partito democratico. Una delegazione di studenti era presente a Cuneo, insieme con alcuni dei docenti. L’occupazione delle aule dell’ateneo monregalese va avanti in modo civile da oltre due settimane: per protestare contro la decisione del Senato accademico di chiudere la didattica nelle università decentrate.



All’intervento del consigliere William Casoni, che contestava la scelta del luogo dell’incontro, hanno risposto così Rostagno e Ferraris: “Questo incontro è stato voluto dal PD e promosso dai consiglieri PD... francamente, questa ci è parsa la sede più naturale. Non siamo qua per fare la tessera ai ragazzi, evitiamo speculazioni di questo tipo. Se pur di contestare  ci si attacca addirittura al luogo di un incontro, significa che siamo davvero a corto di argomenti”.


Gli studenti hanno consegnato alla Bresso un documento steso in questi giorni. Sono quasi quaranta pagine: “È una relazione – spiegano Luca Bazzano e Giacomo Gaiotti – sugli ultimi dieci anni di storia della nostra sede. Avremmo voluto estenderla a tutto il ventennio, ma il materiale è molto. Qui c’è documentata la nostra attività sul territorio, i lavori fatti con le imprese, le interviste agli alunni”. Ne emerge uno spaccato della vita del Poli. “Lo facciamo – aggiungono - per dimostrare che non stiamo difendendo qualcosa solo per campanilismo: difendiamo qualcosa che ha lavorato bene”. “Questa decisione – ha detto la Bresso – è la conseguenza di cosa accade quando si applicano tagli arbitrari come prevede la riforma Gelmini. La Regione è stata chiara col rettore, Francesco Profumo: non siamo d’accordo con un piano formativo che prevede una didattica cancellata e sostituita, al più, con l’istituzione di un biennio di ‘istituto tecnico’. Il Piemonte non ha certo un esubero di offerta universitaria, questo taglio non ha senso”. Soluzione possibile: “Non è obbligatorio che una facoltà di Architettura e Ingegneria sia collocata sotto il Politecnico: quindi, l’ultima carta potrebbe essere quella di trasferirle sotto l’Università del Piemonte Orientale”.


Marco Turco                                                                        cuneocronaca.it

venerdì 30 ottobre 2009

CUNEO/ Casoni (Pdl) polemico con la Bresso che riceverà gli studenti del Politecnico di Mondovì nella sede del Pd

Da CuneoCronaca.it

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO. "In occasione dell’ incontro che si terrà oggi a Cuneo, nella sede provinciale del PD fra il presidente della Regione Mercedes Bresso e una delegazione di docenti e insegnanti del Politecnico di Mondovì, il consigliere regionale PDL e vice coordinatore del PDL in Provincia di Cuneo William Casoni, si dice sorpreso per la scelta della sede: “Il Cuneese è ricco di sale istituzionali che sarebbero state adatte ad ospitare un incontro con docenti e studenti del Politecnico. E’ forse l’estremo e disperato tentativo di fare iscrivere dei giovani al Partito Democratico? Fino alla settimana scorsa la locale sede del PD era decorata da artistiche ragnatele che lasciavano intuire una rara frequentazione. Le elezioni per la sceltadel segretario del PD – come hanno riportato tutti i media nazionali - hanno visto una bassissima partecipazione di giovani, una carenza oramai diventata cronica”.
“Invece che spingere i giovani nelle sedi locali del PD, come ultimo ed estremo tentativo di recuperare consenso – spiega Casoni - la Bresso avrebbe dovuto pensare a fare, in questi anni, una politica che rispondesse alle esigenze dei giovani e che desse loro delle risposte, cosa che non ha assolutamente fatto”.

“La Regione – conclude il consigliere sulla chiusura della sede universitaria decentrata che ospita i futuri ingegneri e architetti - forse si dimentica che se la situazione del Politecnico è precitata, la causa è in primo luogo della Regione, perché gli atenei, in accordo con le rispettive regioni, possono agire in piena autonomia provvedendo a ridistribuire le risorse”.

giovedì 29 ottobre 2009

Anche il Consiglio provinciale si schiera a favore del Politecnico di Mondovì e vota un documento all’unanimità - L’ateneo è ancora occupato

GIANNA GANCIA: “LA SCELTA DEL RETTORE E’ UN VERO E PROPRIO SGARBO ISTITUZIONALE. IL SENATO ACCADEMICO RITIRI LA SUA DECISIONE”


MARCO TURCO – Anche il Consiglio provinciale si è schierato in difesa del Politecnico di Mondovì: un secco “no” alla chiusura dei corsi nelle sedi decentrate, voluta dal rettore Profumo, era il primo punto all’ordine del giorno nella seduta di lunedì.
La discussione è stata aperta dal consigliere Gianfranco Dogliani, presidente della Commissione Cultura della provincia di Cuneo, che ha rinnovato il pensiero fermamente contrario alle scelte del rettore, sottolineando che si tratta di un vero e proprio “tradimento” rispetto agli intenti espressi a giugno, al Tavolo di trattativa.

Un pensiero del tutto in linea con quello dell’Amministrazione comunale, che appena tre giorni prima aveva descritto l’intera manovra-Profumo con queste parole: “un teatrino, a cui noi siamo stati chiamati ad assistere, mentre da una parte ci veniva detti che le sedi decentrate non avrebbero chiuso, e dall’altra si lavorava per chiuderle”.

La presidente Gancia si è espressa duramente, assicurando che la solidarietà manifestata in questi giorni dall’Amministrazione provinciale si tradurrà presto in provvedimenti concreti in sedi più opportune, presumibilmente romane, e definendo intollerabile il poco rispetto mostrato per gli investimenti dei vari Enti durante questi vent’anni e lo sgarbo istituzionale commesso.

Sono intervenuti a ruota i consiglieri Taricco, De Marchi, Pedussia, Delfino. Il documento approvato è simile, nella forma e nella sostanza, a quello già votato dal Consiglio comunale di Mondovì: si chiede che la decisione del Senato accademico di tagliare la didattica nelle sedi decentrate venga sospesa e riconsiderata, dando mandato al presidente e alla Giunta di impegnarsi a riguardo. Il voto è unanime.

Intanto, nell’ateneo monregalese, l’occupazione continua con la determinazione dei giorni scorsi: le lezioni di didattica sono riprese, in forma autogestita, mentre gli studenti mantengono la loro presenza ogni notte. Martedì gli universitari monregalesi porteranno la loro voce anche in regione, dove sono stati chiamati a presentare un particolare coltello in ceramica da loro studiato e progettato per la manifestazione monregalese “Peccati di Gola”.

targatocn.it

PENNA: "ECCO COSA INSEGNA ALLA POLITICA LA CHIUSURA DEL POLITECNICO"

(red 29/10) - Pubblichiamo un intervento di Renzo Penna sulla chiusura della sede alessandrina del Politecnico di Torino.
"Sbagliata e arrogante la decisione del Rettore e del Senato accademico del Politecnico di Torino di ridimensionare con la cessazione della didattica e, nei fatti, chiudere le sedi decentrate, compresa quella di Alessandria.
Ma che non dovrebbe sorprendere perché è insita nel modello di Ateneo Torinocentrico che, negli anni, ha modulato le sedi decentrate in base alle convenienze della sede centrale e ha spremuto gli Enti locali e le Fondazioni bancarie senza dare in cambio alcuna garanzia sul futuro. E’ la stessa logica egemonica e corporativa che tenne nel 1997 l’allora Rettore dell’Università di Torino Rinaldo Bertolino quando cercò in tutti i modi di impedire l’autonomia all’Università del Piemonte Orientale proponendo in alternativa un “modello reticolare” che aveva come obiettivo quello di “lasciare in periferia solo le attività di ricerca…e non duplicare inutilmente la didattica”. Nella sostanza chiudere le sedi decentrate di Alessandria, Novara e Vercelli. Come ha rivelato in una recente intervista (la Repubblica - cronaca di Torino - del 23/10/’09) nella quale esprime solidarietà, e forse un po’ di invidia, al Rettore Francesco Profumo del Politecnico, tornando ad accusare per il fallimento del suo progetto “il leghismo della politica”. Il disegno di Bertolino allora fu sconfitto per l’azione e la compattezza degli enti locali e dei parlamentari del Piemonte orientale che convinsero tutta la Commissione Cultura della Camera a sostenere l’autonomia dell’ateneo Tripolare, inducendo il Ministro Luigi Berlinguer a istituire l’Università. Se oggi l’Amedeo Avogadro - dopo solo dieci anni di attività - è, nelle valutazioni dei centri di ricerca, al primo posto tra quelli di nuova istituzione e al quindicesimo tra i sessanta atenei statali davanti a Università di grande tradizione (Torino è al ventiquattresimo), e se, soprattutto, oltre l’80% dei giovani che si laureano provengono da famiglie in cui entrambi i genitori non sono laureati, forse un poco lo si deve anche a quei “politici localisti” che allora concorsero a prendere una decisione che si è rivelata giusta, nell’interesse dei giovani e delle famiglie di una parte importante del territorio piemontese. Ma la vicenda del Politecnico deve offrire anche qualche insegnamento agli amministratori e ai soggetti economici dell’alessandrino. Credo di non sbagliare se valuto come sostanzialmente uguali le risorse economiche investite, negli ultimi dieci anni, da Comune e Provincia per la sede decentrata del Politecnico e per quella dell’Università del Piemonte Orientale. Con la non lieve differenza che gli studenti del Politecnico sono meno di un sesto di quelli dell’Avogadro. Compresa la dura lezione ritengo che si debba, da un lato, approfondire e, nel caso, sostenere la proposta della Presidente della Regione di istituire una nuova facoltà di ingegneria nell’Università del Piemonte Orientale e, dall’altro, impegnare le risorse, sia pubbliche che private, per migliorare e potenziare i servizi e le strutture di accoglienza per studenti e docenti, caratterizzando sempre più Alessandria come città universitaria."

UNIVERSITA': GELMINI, RIFORMA OPERATIVA ENTRO MARZO

(ASCA) - Roma, 29 ott - Non ci saranno problemi di tempi per l'attuazione della riforma universitaria che ha avuto disco verde ieri dal Consiglio dei Ministri. Lo ha assicurato il ministro Mariastella Gelmini, dai microfoni della trasmissione Radio Anch'io. ''L'approvazione dovrebbe essere abbastanza rapida - ha spiegato -. Dopo tutto sulla riforma il dibattito dura da un anno, abbiamo avuto confronti e concertazioni con tutto il mondo accademico ma anche con il mondo politico. Penso che nei primi mesi del prossimo anno - se non sara' febbraio, magari marzo - potra' entrare in vigore''.

mpd/mcc/rob

Venerdì alle 17 Mercedes Bresso sarà a Cuneo per incontrare nella sede del Pd una delegazione di docenti e insegnanti del Politecnico di Mondovì

Da CuneoCronaca.it
I CONSIGLIERI REGIONALI FERRARIS E ROSTAGNO CHIEDONO A RETTORE E SENATO ACCADEMICO DI RIVEDERE LA CHIUSURA DELL'UNIVERSITA' DECENTRATA

I consiglieri regionali del Pd Ferraris e Rostagno, che hanno seguito con particolare attenzione la vicenda della sede decentrata del Politecnico di Mondovì, hanno organizzato un incontro tra Mercedes Bresso e una delegazione di studenti e insegnanti del Poli.

L’incontro si terrà venerdì, alle 17, presso la sede del Partito Democratico di Cuneo, in via Dronero, 8. Ferraris e Rostagno, insieme ad altri consiglieri di maggioranza, hanno presentato un ordine del giorno nel quale ribadiscono di ritenere la decisione di chiudere le sedi decentrate del Politecnico di Torino un inaccettabile impoverimento dei nostri territori e una dispersione di risorse finanziarie e di energie intellettuali, dal momento che costituiscono una importantissima componente del tessuto culturale e socio-economico del territorio piemontese, realtà caratterizzate non da duplicazioni dei corsi torinesi, bensì eccellenti attività didattiche e di ricerca, spesso innovative e peculiari per ogni zona, orientate all’apertura internazionale.

I consiglieri regionali chiedono al Rettore ed al Senato Accademico del Politecnico di Torino di rivedere la decisione assunta di concentrare sul capoluogo piemontese tutta la propria attività didattica, e sollecitano i Parlamentari piemontesi a farsi interpreti presso il Governo delle ragioni dei nostri territori, spiegando quali siano le vere potenzialità delle sedi decentrate.

Infine, Ferraris e Rostagno invitano la Giunta regionale a promuovere un incontro urgente con il Governo al fine di ottenere che l’università diventi materia di legislazione esclusiva delle Regioni, per illustrare le linee di riforma del sistema universitario piemontese e per riconfermare, in sede di Comitato regionale di coordinamento universitario, la validità delle scelte a suo tempo assunte riguardo lo sviluppo del sistema universitario piemontese e, di conseguenza, per sostenere con forza l’iniziativa delle istituzioni locali.