Appuntamenti

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giovedì 5 novembre 2009

Mondovì: Politecnico, si riunisce la 'commissione strategia'

Oggi a Torino si riunirà la 'commissione strategia per l'offerta formativa': saranno presenti i presidi di tutte le facoltà del Politecnico di Torino e i rappresentanti degli studenti in Senato Accedemico e, per l’ennesima volta in queste settimane, si discuterà della riforma della didattica in atto nell'ateneo torinese. Ieri, intanto, il territorio ha nuovamente manifestato il suo dissenso nei confronti dello smantellamento della didattica nella sede di Mondovì: una delegazione di una trentina di sindaci dal monregalese e del cebano a cui si sono unite, in spirito di solidarietà, anche le Amministrazioni di Cuneo (con l’assessore alla cultura Alessandro Spedale) e Savigliano (con l’assessore Gianpiero Piola) - dove sono presenti altri decentramenti universitari della nostra provincia - ha manifestato di fronte alla sede torinese del Politecnico.


“Abbiamo consegnato al pro-rettore Gilli – ha dichiarato il Sindaco Stefano Viglione – la richiesta della nostra comunità perchè venga istituito un tavolo di concertazione ai massimi livelli con la presenza del Ministero dell’Istruzione, della Regione Piemonte e del Politecnico di Torino, e con il coinvolgimento di tutti gli Enti del territorio della provincia di Cuneo interessati: un tavolo di lavoro per trovare insieme soluzioni utili a scongiurare la chiusura della sede di Mondovì del Politecnico. Dopo i giorni della protesta, oggi deve essere il giorno delle proposte e ci auguriamo perciò che a breve la nostra istanza trovi positivo accoglimento”. In tal senso, ieri si è anche riunito il Consiglio di facoltà di Architettura II, presenti il preside della facoltà Rocco Curto, i professori di Torino e Mondovì, i rappresentanti degli studenti (per Mondovì Giovanni Gasco e Giacomo Nasi). Si è parlato del nuovo piano formativo della laurea triennale che sarà interfacoltà tra Architettura I e II per cui sono previsti esami con moduli da sei crediti, con grandi Atelier pluridisciplinari. L'attuale corso di studi in Architettura per l'ambiente e paesaggio (ad oggi attivo nella sede monregalese) rimarrà attivo ma presso la sede di Torino e cambiando nome. Decisioni definitive verranno probabilmente prese nel prossimo consiglio di facoltà: gli studenti intanto si sono impegnati a rivedere questo piano formativo e a proporne uno alternativo.

Intanto l’Aquis, Associazione per la qualità delle università italiane statali, di cui fa parte anche il Politecnico di Torino, rilascia dichiarazioni di fuoco all’indirizzo del Ministro Gelmini: “La politica di tagli indiscriminati del finanziamento pubblico per l'università é in evidente e vistosa controtendenza rispetto a quanto avviene in questo momento storico nei Paesi europei a noi più vicini non solo geograficamente, ma anche dal punto di vista storico-culturale e socio-economico, come Francia, Spagna e Repubblica Federale Tedesca, dove i Governi stanno realizzando azioni importanti di rifinanziamento mirato dei rispettivi sistemi universitari” e ancora “non è in alcun modo pensabile poter realizzare operazioni di redistribuzione su base 'qualitativa' con risorse pesantemente decrescenti”.

mercoledì 4 novembre 2009

«Il governo ha confermato i tagli E gli atenei aumenteranno le tasse»

da Ilgiornaledivicenza.it

UNIVERSITÀ. Un documento dei rettori aderenti ad Aquis (tra cui Padova e Verona) risponde al Ddl del ministro Gelmini
«La sua politica è contraddittoria I nostri bilanci restano in rosso»


PADOVA
Con le attuali previsioni di finanziamento, molte università si troveranno con i bilanci in forte deficit, con la conseguente necessità di aumentare le tasse per gli studenti. È quanto affermano i rettori delle università aderenti ad Aquis, in un appello al Presidente della Repubblica, al Governo, al Parlamento per salvare il sistema delle università pubbliche in Italia e per non «uscire definitivamente dall'area europea della formazione superiore».
L'Aquis è l'Associazione per la qualità delle università italiane statali, che riunisce gli atenei di Bologna, Chieti-Pescara, della Calabria, Catania, del Salento (Lecce), Milano Bicocca, Modena e Reggio Emilia, Padova (di cui è rettore Giuseppe Zaccaria) Politecnico delle Marche, Politecnico di Milano, Politecnico di Torino, Roma Tor Vergata, Trento, Verona (di cui è rettore Alessandro Mazzucco).
I rettori, che pure hanno apprezzato la volontà dimostrata dal ministro Gelmini con il ddl di riforma e che sono disponibili ad una «discussione serena e priva di pregiudiziali», avvertono che «si troveranno nella necessità di presentare per il 2010 bilanci di previsione con deficit previsti e dichiarati di consistente entità, rispetto ai quali occorrerà predisporre piani di rientro pluriennali che obbligheranno ad una ulteriore contrazione della spesa distribuita sui bilanci dei prossimi anni».
«In assenza di una correzione della linea politica del Governo sul finanziamento alle università, che riduca in modo consistente i tagli al fondo di finanziamento ordinario - è detto nell'appello - sarà necessario per gli atenei procedere a deliberare sensibili aumenti della contribuzione studentesca».
Inoltre, i rettori aderenti ad Aquis rilevano come la «politica di tagli indiscriminati del finanziamento pubblico per l'università sia in evidente e vistosa controtendenza rispetto a quanto avviene in questo momento storico nei Paesi europei a noi più vicini non solo geograficamente, ma anche dal punto di vista storico-culturale e socio-economico, come Francia, Spagna e Repubblica Federale Tedesca, dove i Governi stanno realizzando azioni importanti di rifinanziamento mirato dei rispettivi sistemi universitari».
I rettori fanno presente che la politica del governo è contraddittoria: da un lato si afferma la necessità «di introdurre forme di attribuzione con carattere premiale di parte dei fondi pubblici sulla base di una valutazione dei risultati», ma dall'altro «non è in alcun modo pensabile poter realizzare operazioni di redistribuzione su base "qualitativa" con risorse pesantemente decrescenti».
«Si riduce l'impegno del Paese nella formazione superiore».

Oggi i sindaci del territorio a Torino per il Politecnico

http://www.targatocn.it/it/zone_mo.php

Una nuova iniziativa, l’ennesima in queste settimane, promossa dal sindaco di Mondovì, Stefano Viglione, a sostegno della ‘sopravvivenza’ della sede decentrata del Politecnico provinciale: questa mattina sono i primi cittadini del Monregalese e del Cebano – insieme a Cuneo e Savigliano, anch’esse sedi di decentramenti - a far sentire la propria voce ai vertici dell’Ateneo torinese, manifestando con la fascia tricolore davanti all’ingresso del Politecnico di Torino in corso Duca degli Abruzzi. “Un’iniziativa – ha osservato Viglione – che ha l’obiettivo di non permettere, come probabilmente auspica il Rettore, che sull’argomento cali un velo di silenzio, dopo i giorni delle proteste e delle proposte. Vogliamo far sentire la voce del territorio, far capire una volta di più a chi con ostinazione e irremovibilità ci vuole togliere il Poli che esso è un pezzo della nostra società e della nostra terra. Noi non vogliamo che ciò accada e perciò vogliamo fare squadra per dire no ad un 'torino-centrismo' sempre più diffuso ed opporci a qualunque tentativo di sottrarre servizi al territorio: oggi, infatti, si tratta del Politecnico, domani potrebbe toccare agli ospedali, ai tribunali, alle poste, alle scuole...”.

UNIVERSITA': POLITECNICO TORINO MANTERRA' SEDE DI VERRES

(ANSA) - AOSTA, 3 NOV - Con la decisione del Ministero dell'istruzione di ridurre le ore di didattica del Politecnico a discapito delle lezioni nelle sedi distaccate era infatti stato paventato il rischio di una chiusura della sede decentrata. Un'ipotesi che a questo punto cade.

"Ciò che è attivo oggi - ha spiegato ancora Rollandin - resta. I piani di studio già attuati non subiranno alcuna modifica mentre quelli che prenderanno il via dal 2010 verranno svolti sfruttando tutte le modalità previste in ambito universitario". Ciò si tradurrà con la trasformazione delle lezioni in videoconferenze in collegamento con Torino: "Questo

- ha aggiunto Rollandin - permetterà di mantenere un elevato
livello nella didattica e consentirà, in prospettiva, di ipotizzare l'attivazione delle lauree specialistiche di secondo livello, fermo restando che a Verres rimarranno operativi i laboratori e quindi anche gli stessi studenti".

Nuovi sviluppi sono prospettati anche dal rettore Profumo che ha annunciato: "Restano tutte le condizioni per creare in Valle d'Aosta un forte polo tecnologico dove l'alta formazione incontra la ricerca applicata e le imprese. Anche per questo il nostro impegno a Verres è destinato a intensificarsi: accanto alla specializzazione legata alla meccatronica siamo intenzionati a sviluppare quella relativa alla sorveglianza ambientale e quella legata all'energia".

Rollandin ha infine puntualizzato: "Il Politecnico, seguendo le indicazioni ministeriali, può erogare 100 mila ore di didattica. Attualmente le ore di lezione sono 180 mila tra sede centrale e sedi distaccate. Il mantenimento della didattica nell'università di Verres è quindi legato a questo problema e non a una questione finanziaria. Voglio quindi ricordare che il finanziamento della sede verreziese è coperto solo per il 40% da risorse statali". (ANSA).

lunedì 2 novembre 2009

La nuova Offerta Formativa 2010/2011

Da www.polito.it

Il Senato Accademico nella seduta del 21 ottobre scorso ha approvato le linee guida per la progettazione dell’offerta formativa per l’Anno Accademico 2010/2011, in accordo con la disciplina dettata dal DM 270 e con le successive indicazioni contenute della nota del MIUR prot. 160. Il piano approvato dal Senato si propone di coniugare sostenibilità e qualità della didattica, attraverso la ridefinizione completa dei percorsi triennali e di Laurea Magistrale, la valorizzazione delle sedi decentrate in termini di ricerca, trasferimento tecnologico e servizi, il rafforzamento delle politiche di internazionalizzazione, l’applicazione di paradigmi adeguati ai diversi segmenti formativi e la sperimentazione di nuove tecnologie.

L’offerta per la Laurea Triennale nel prossimo Anno Accademico sarà così articolata:
Laurea triennale
Ingegneria: 1° anno comune per 55 crediti (Analisi I, Chimica, Inglese, Geometria, Fisica I, Informatica, Scienze umane/Economia)
2° anno organizzato per aree disciplinari (Industriale, Ambientale/Civile/Edile, Informazione, Gestionale)
3° anno differenziato per corso di laurea
Architettura: Laurea interfacoltà in Architettura
Lauree in Disegno industriale e Pianificazione e Urbanistica.

Le Lauree Magistrali sono state riprogettate, conservando e valorizzando la varietà dell’offerta formativa, con particolare attenzione alle aree culturali emergenti e interdisciplinari, con elevato impatto sull’attività di ricerca.

Le scelte del Senato Accademico sono state ispirate dalle seguenti linee di indirizzo:
- La centralità degli studenti ed il ruolo di una grande università pubblica, che mira a garantire un’adeguata preparazione tecnica e professionale (fondata su una solida formazione di base) ad un congruo numero di studenti di primo livello e una preparazione di elevata qualità agli studenti della Laurea Magistrale e del Dottorato di Ricerca. Conseguentemente il Politecnico ha deciso di non ridurre il numero di studenti attraverso l’introduzione di numeri programmati per le lauree triennali, con l’eccezione dei corsi di Laurea per cui è previsto per Legge.

- La progettazione di un’offerta formativa che sappia coniugare sostenibilità e qualità, dove i Professori e i Ricercatori possano dedicare un tempo congruo alla ricerca scientifica, alla preparazione e all’approfondimento delle tematiche trattate nelle lezioni e dove si assicuri un’adeguata assistenza agli studenti, con tutorati ed esercitazioni offerti a gruppi non eccessivamente numerosi, in un campus universitario dotato di strutture appropriate (laboratori didattici e di ricerca, biblioteche, etc.) con una presenza stanziale dei docenti.

- Il proseguimento delle politiche di internazionalizzazione dell’Ateneo, che hanno portato ad un sostanziale incremento degli studenti stranieri di primo e secondo livello, raggiungendo percentuali molto al di sopra della media italiana, paragonabili a quelle delle migliori università tecniche europee, e la previsione di percorsi internazionali che conducano al titolo congiunto con una o più università straniere di prestigio per i corsi di Laurea Magistrale.

- La valorizzazione delle opportunità offerte dalle Nuove Tecnologie (Video-streaming, prodotti multimediali), che comportano un profondo ripensamento delle modalità di erogazione dell’offerta formativa con riferimento al nuovo contesto socio-culturale in cui docenti e studenti (Digital Natives) si trovano a operare, con significativi vantaggi per coloro che non hanno la possibilità di frequentare le lezioni (studenti lavoratori, fuori sede, portatori di handicap, ecc.).

Il Senato Accademico ha preso atto che i vincoli di sostenibilità non consentono margini per l’attivazione di corsi di Laurea e Laurea Magistrale presso sedi non metropolitane, ma nel contempo ha deciso di rafforzare, alla luce del piano strategico di Ateneo e delle proprie linee di indirizzo, la caratterizzazione delle sedi decentrate in termini di ricerca, trasferimento tecnologico, servizi al territorio e localizzazione di attività formative non istituzionali (Master di I e II livello) e di percorsi formativi professionalizzanti (Istituti Tecnici Superiori).

Un importante aspetto della riforma riguarderà infatti l’adozione di un nuovo modello di alta formazione, che preveda accanto ai percorsi accademici curricolari di primo, secondo e terzo livello, concentrati nella sede metropolitana, percorsi professionalizzanti post-secondari (Istituti Tecnici Superiori), rivolti ai diplomati delle Scuole Medie Superiori. Questi nuovi percorsi formativi saranno prevalentemente localizzati nelle sedi decentrate del Politecnico e verranno progettati congiuntamente dai principali attori del sistema socio-economico, in particolare dalla Regione e dagli Enti locali, dalle Imprese, dalle parti sociali e dagli Enti di formazione accreditati, dalle Scuole Superiori e dal Politecnico.
Il Senato ha conseguentemente deciso di avviare le procedure per la disattivazione della II Facoltà di Ingegneria presso la sede di Vercelli e per lo spegnimento dei corsi di Laurea e Laurea Magistrale presso le altre sedi non metropolitane, garantendo comunque in tutte le sedi adeguate modalità per il regolare completamento di tutti i corsi di studio organizzati secondo l’ordinamento 509 vigente nell’a.a. 2009/2010.

http://www.swas.polito.it/services/poli_flash/dettaglio_news.asp?id_newsletter=19&id_news=145

Gelmini e meritocrazia: col suo CV, è credibile?

Da Corriere.it

Caro Beppe,
Ho letto i tuoi giudizi sul ministro Gelmini e il commento piccato di un lettore e vorrei entrare in merito alla discussione. Ho vinto recentemente a 39 anni un concorso pubblico in Francia. Questo e’ il mio CV: diploma liceo scientifico statale 60/60, laurea in Fisica 110/110 lode, dottorato alla SISSA, 6 anni a Londra (MRC), un anno a Yale, 4 anni a Basilea e ora posto all’INSERM. 26 pubblicazioni in stampa e sono editor di un libro. Sono una mosca bianca? Assolutamente no, sono uno dei tanti, sicuramente non tra gli scienziati di punta e non mi ritengo un genio. Infatti, se guardiamo alle statistiche pubblicate dall’INSERM, il profilo degli altri vincitori e’ molto simile al mio. Tutta gente che ha fatto grandissimi sacrifici ed esperienze e superato ostacoli. La mia ambizione non e’ quella di fare il ministro, voglio fare ricerca, ma ci sono altre persone (vedi Associazione Marie Curie) che con un CV simile vorrebbero contribuire a rinnovare universita’ e ricerca in Europa. E persone che sono arrivate da qualche parte solo attraverso i loro sacrifici sono un esempio per i piu’ giovani. Ora veniamo alla Gelmini che parla di “meritocrazia”. Con il suo CV e’ credibile? Che esempio da’ ai giovani? Prendiamo due ragazze: una e’ la prima della classe, si laurea col massimo in corso, fa il dottorato e poi gira il mondo senza raccomandazioni distinguendosi ovunque per il suo lavoro. L’altra e’ bocciata, passa a fatica in una scuola privata, passa un concorso con un sotterfugio. Vi sembra normale che questa persona stia sulla poltrona che decide se la sua coetanea piu’ brava debba oppure no avere un posto a tempo indeterminato? Ma se (come la Gelmini giustamente dice) devono essere i migliori ad andare avanti, come mai lei e' ministro? Cordiali saluti,


Marco Canepari, p_artusi@virgilio.it

(lettera): "Nelle sedi decentrate didattica ha più qualità"

Da Targatocn.it

Mi sono laureato presso il Politecnico di Torino - sede di Mondovì - in Ingegneria Civile per la Gestione delle Acque nel dicembre 2005.
Non ho potuto non seguire in prima persona quanto sta accadendo e sostenere la delegazione di docenti e studenti all’incontro a Cuneo con la Presidente della Regione, Mercedes Bresso. Trovo a dir poco non condivisibile la decisione del Senato Accademico di chiudere le sedi decentrate del Politecnico e, al tempo stesso, sento doveroso obiettare su alcune affermazioni apparse sui mezzi di informazione: non risponde a verità che presso le sedi decentrate la qualità della Didattica subisca un livellamento verso il basso anzi, ritengo che a vent’anni dalla costituzione della sede a Mondovì, si possa sottolineare come il Politecnico monregalese si sia distinto sia per la qualità della Didattica frontale sia per la garanzia di un immediato e diretto inserimento nel mondo lavorativo.

Le nuove tecnologie e la teledidattica proposte dal Senato Accademico porterebbero alla dispersione del bagaglio culturale che ha sempre fatto di Mondovì una sede di eccellenza e, non solo, un semplice decentramento del Politecnico di Torino; è impensabile ed inattuabile garantire qualità di insegnamento di lezioni complesse, tramite video, impedendo una proficua e determinante interazione tra docente ed alunni. La chiusura del Politecnico di Mondovì avrebbe sicuramente ripercussioni negative sulla sede centrale di Torino, anche perché verrebbe a mancare un corso di laurea, come quello di Ingegneria Civile per la Gestione delle Acque, specialistico ed unico in Italia. Da ex-studente appoggio pienamente la protesta in corso e mi auguro che le istituzioni, i docenti, gli studenti riescano a convincere il Senato Accademico a rivedere la decisione presa ed impedire che vengano cancellati vent’anni di lavoro nei quali il Politecnico di Mondovì si è distinto come polo universitario di ottimo livello.


Fabio Monaco