Appuntamenti

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mercoledì 11 novembre 2009

"Il Consiglio universitario boccia la circolare Gelmini", gli studenti del Politecnico di Mondovì mercoledì parleranno a Torino per salvare la sede

IL RAPPRESENTANTE MONREGALESE BAZZANO:
"RICHIEDEREMO ORA AL NOSTRO ATENEO DI RIVEDERE ALCUNE DECISIONI PRESE DAL SENATO ACCADEMICO"



MARCO TURCO - La “nota” del ministro Maria Stella Gelmini non può essere applicata integralmente: i suoi effetti sono “negativi e distorsivi”. Così il Consiglio universitario nazionale boccia il taglio della didattica negli atenei.


Mercoledì mattina gli studenti di Mondovì saranno all’inaugurazione del nuovo Anno accademico, dove faranno sentire le loro rimostranze. Da settimane ormai occupano per protesta la sede del Poli.

E avranno modo di portare la loro voce davanti ai presenti: sarà il rappresentante monregalese in Senato Accademico, Luca Bazzano, a tenere il discorso riservato agli studenti. «Per ribadire – ci dice Bazzano – la nostra forte critica alle politiche del Governo iniziate un anno fa con la 133 e approdate alla circolare della Gelmini, che imprimono insostenibili tagli alle Università pubbliche andando nella direzione sempre più netta della privatizzazione. Richiederemo al Politecnico (che è stato il primo Ateneo ad applicare questa norma) di rivedere alcune decisioni prese dal Senato Accademico, ribadendo anche quanto sia necessario un maggior dialogo col territorio e con gli studenti».

Proprio in questi giorni è poi arrivata la risposta del Cun con il parere sull’ultima circolare del ministro Gelmini: quella nota che fissa i “paletti” per il taglio della didattica. «Il Cun esprime la propria forte preoccupazione – si legge nel documento – in ordine agli effetti negativi e distorsivi che l’applicazione integrale delle norme proposte nella nota del 4 settembre 2009, prot. 160, comporterebbe sulla qualità dell’offerta formativa, e segnala contestualmente l’inefficacia di buona parte di esse ai fini della qualificazione dell’offerta formativa e dell’accreditamento dei corsi di studio».

Fatta salva la condivisione dell’esigenza di adottare provvedimenti volti alla razionalizzazione e qualificazione dell’offerta formativa, il Cun smentisce, numeri alla mano, il parere secondo cui oggi si sia in presenza di un surplus di corsi di studio. Non solo: «si rileva che, se l’obiettivo è quello di intervenire al fine di razionalizzare e qualificare l’offerta formativa, appaiono del tutto immotivate le deroghe previste per le Università non statali che di tale sistema fanno parte; si valuta negativamente l’ipotesi che i provvedimenti annunciati vadano a colpire i corsi di studio con pochi studenti in maniera indifferenziata e con riferimento al solo dato numerico, senza entrare nel merito della loro rilevanza per il sistema paese».

Infine: «Il Cun richiama l’attenzione sul fatto che, anche alla luce dell’esperienza recente, cercare di indirizzare il comportamento degli Atenei soltanto stabilendo vincoli numerici ha spesso prodotto un rispetto puramente formale delle regole e ha causato effetti distorsivi, opposti a quelli che i provvedimenti si proponevano, con grave danno per gli studenti e per il sistema».

lunedì 9 novembre 2009

Approvato dal CUN un parere sulla nota del MIUR del 4 settembre

Il parere (link al documento) approvato dal Consiglio Universitario Nazionale, nella giornata del 5 novembre 2009, sulla nota del Ministro Gelmini del 4 settembre 2009, contiene molti ed importanti spunti interessanti.
Infatti, fatta salva la condivisione dell’esigenza di adottare provvedimenti volti alla razionalizzazione e qualificazione dell’offerta formativa nella prospettiva dell’accreditamento, il CUN, oltre a smentire, numeri alla mano, che non si è in presenza di una proliferazione abnorme di corsi di studio, esprime numerose riserve sui percorsi che in quella nota si ipotizzano:
  • preoccupazione per la qualità dell’offerta formativa
  • impostazione fortemente dirigista e centralista
  • perseguimento di obiettivi di riduzione della spesa e non già di razionalizzazione e qualificazione
  • analisi solo quantitativa e non qualitativa sui corsi di studio
e questi sono solo alcuni dei punti evidenziati dal parere del CUN.
Sulla base delle proprie osservazioni il Consiglio Universitario Nazionale suggerisce quindi un cambio nell’impostazione del documento, adottando criteri più semplici ed efficaci.

Inaugurazione Anno Accademico: studenti del Poli a Torino

Da TargatoCN.it

Continuano le agitazioni degli studenti del Politecnico di Mondovì, che mercoledì 11 novembre saranno a Torino in occasione dell'inaugurazione del nuovo Anno Accademico. Obiettivo degli studenti che ormai da settimane occupano la sede monregalese del Poli, quello di farsi sentire e far notare la loro presenza, in modo pacifico, caratteristica che ha sempre contraddistinto il loro operato, anche nei momenti più concitati della protesta, ma deciso.

Per spiegare il senso della loro presenza a Torino, gli studenti del Poli, domani alle 13.15, incontreranno la stampa. Nel corso della conferenza leggeranno anche il parere espresso dal CUN (Consiglio Univeristario Nazionale) sul ddl di riforma del sistema univeristario ad opera del Ministro Maria Stella Gelmini. Il CUN, cui lo stesso Ministro si sarebbe rivolto per avere un'opinione a riguardo, avrebbe nettamente bocciato i contenuti della riforma.

Da PIEMONTE INFORMA: tema del decentramento universitario

L’assessore regionale all’Università, Andrea Bairati, ha scritto una lettera al rettore dell’Università di Torino, Ezio Pelizzetti, per chiedergli, quale presidente pro tempore del Comitato regionale di coordinamento universitario, l’anticipo della prossima riunione prevista per la fine di gennaio 2010.
“Alla luce del recente dibattito sul decentramento universitario - sostiene Bairati - credo sia opportuno convocare quanto prima il Co.Re.Co, dove sono seduti i quattro rettori, il sottoscritto e gli studenti eletti negli organi di rappresentanza. Secondo l’articolo 2 del decreto del presidente della Repubblica 27 gennaio 1998 n.25, sono strumenti e modalità della programmazione dei sistemi universitari l’istituzione, la soppressione o la trasformazione di corsi, facoltà o atenei. È per questo motivo che credo si debba aggiungere all’ordine del giorno del Co.Re.Co un punto per adempiere ai nostri compiti, esprimendo un parere motivato sulla programmazione e sull’utilizzazione delle strutture universitarie. Ritengo dunque opportuno che, nel rispetto della normativa, il rettore del Politecnico di Torino presenti al Co.Re.Co l’istanza di soppressione dei corsi e ne richieda un parere”.
Nel corso dell’intervento svolto il 3 novembre in Consiglio regionale, Bairati ha inoltre ribadito: “Non vogliamo entrare nella legittima autonomia di deliberazione del Politecnico: mi auguro però che si possa discutere con il professor Profumo di un atto che non riguarda solo il Politecnico ma tutto il sistema universitario piemontese. Infatti, saranno da affrontare con urgenza anche materie esclusive di competenza regionale, come il diritto allo studio. Vogliamo garantire a tutti gli studenti iscritti nel nostro territorio la continuità dei servizi che fino a oggi l’Edisu Piemonte ha garantito”.

Gelmini: «Più risorse ai poli avanzati»

Da Ilsole24ore.com


Nel terzo millennio la ricerca si fa in squadra. Ed è proprio per questo che il ministro per l'Istruzione, l'università e la ricerca, Mariastella Gelmini, inserirà nel nuovo piano il concetto di «costellazione di imprese».

-Ministro Gelmini, nelle classifiche internazionali l'Italia risulta in coda nelle spese di ricerca misurate come percentuale del Prodotto interno lordo. Con quali effetti sul nostro sistema produttivo?
La ricerca è un fattore essenziale per sviluppo e occupazione. La riforma universitaria, basata sulla promozione dei giovani e sul merito, fa parte di questa strategia. Senza promuovere l'eccellenza e la concentrazione delle risorse nei poli avanzati, non è possibile pensare di raggiungere gli obiettivi di Lisbona per la ricerca Ue, che prevede per l'Italia di investire il 2,5% del Pil.

-Gli economisti più attenti sostengono che le aziende, specie le Pmi dei distretti, fanno moltissima innovazione incrementale, sul modello giapponese del kaizen, che viene sistematicamente incorporata nel prodotto finale. In sostanza parecchia ricerca effettuata dall'Italia non risulta formalizzata anche perché le statistiche tengono conto solo di quella dei grandi gruppi, in laboratorio. Che cosa ne pensa?
Siamo un paese dove l'innovazione è diffusa molto più capillarmente di quanto l'Ocse non riesca a valutare. Si pensi alle eccellenze nella fisica nucleare, nell'aerospaziale o nella tutela del patrimonio culturale per le quali siamo al top nel mondo.

-Che cosa prevede il nuovo programma nazionale in gestazione?
Il piano della ricerca tiene fortemente conto del tessuto connettivo italiano coinvolgendo l'industria nel processo di definizione degli obiettivi. La creatività è un elemento del patrimonio genetico delle Pmi e l'innovazione è parte fondativa della nostra imprenditorialità. Lo sforzo che sto facendo è quello di favorire l'aggregazione delle Pmi per meglio affrontare le sfide della competitività internazionale, creando massa critica in termini patrimoniali ed economici.

-Che obiettivi specifici si è data?
Nella definizione delle priorità del prossimo bando sulla ricerca industriale del piano operativo nazionale di ricerca è stato elaborato per la prima volta il concetto di "costellazione di imprese", proprio in attuazione di una strategia di squadra.

-L'Italia, come accennato, ha numerosi esempi di eccellenza, specie nell'innovazione dei settori chiave della nostra industria: le 4 A (arredamento, automazione, agroalimentare, abbigliamento) si fanno rispettare in tutto il mondo. Come si spiega tutto questo?
Non è affatto una contraddizione. Esistono, come dicevo, molte altre eccellenze della nostra ricerca, al di là dei distretti. Il lavoro che sto portando avanti è quello di valorizzarle tutte il più possibile, evitando la polverizzazione delle risorse, anche per poter essere più competitivi nella Ue ed attingere così più efficacemente ai fondi europei. Ho voluto la ricostituzione della direzione generale per l'Internazionalizzazione della ricerca come un segnale molto chiaro in tal senso.

-Il rettore del Politecnico di Torino, Francesco Profumo, propone (si veda Il Sole 24 Ore di ieri) un piano Marshall della ricerca per l'economia. Che cosa ne pensa?
Il rettore Profumo ha ragione a parlare della necessità di un programma d'azione forte su questo tema. Ma, a differenza del piano Marshall, che aveva aiuti stranieri, il mio piano nazionale, ormai in dirittura d'arrivo, mira a ottimizzare l'uso delle risorse nazionali e ad attrarre il massimo delle risorse Ue.

-Quali sono i fondi che pensa di mettere a disposizione del sistema?
Su questo punto ho il sostegno della conferenza dei Rettori che ha compreso e sostiene la mia strategia dell'internazionalizzazione. Il programma quadro Ue vale 50 miliardi. Il prossimo, a partire dal 2013, sarà di oltre 100 miliardi. L'Italia parteciperà attivamente sia alla seconda fase del programma in corso sia alla definizione delle priorità dell'ottavo per costruire bandi il più possibile vicini alle priorità e alle eccellenze della ricerca italiana e migliorare quindi la nostra competitività internazionale.

-Quali sono le novità del programma nazionale della ricerca 2009-2013?
La promozione delle eccellenze è uno dei principi guida, insieme all'aggregazione delle risorse intorno a questi poli, alla promozione dei talenti e all'internazionalizzazione. Per la definizione delle priorità abbiamo voluto il massimo coinvolgimento degli altri ministeri, delle regioni, delle università, degli enti pubblici di ricerca, dell'industria e delle parti sociali.

-Come pensate di andare incontro alle richieste delle imprese?
Le aziende attraversano un momento difficile. La soluzione non sono gli aiuti a pioggia, bensì la collaborazione nella definizione di obiettivi più ambiziosi che rilancino l'innovazione come volano economico del paese.

-Che cosa si può fare per evitare altre delusioni tipo click day sul credito d'imposta alla ricerca?
Stiamo lavorando, insieme ai ministeri dell'Economia e delle Finanze e dello Sviluppo economico, titolari di tale competenza, per trovare la maggiori forme possibili di incentivo che favoriscano gli investimenti privati. Si tratta di un work in progress che deve tener conto di tutte le necessità economiche del paese e che costituisce per me una priorità assoluta.

venerdì 6 novembre 2009

INAUGURAZIONE DELL’ANNO ACCADEMICO 2009/2010

Mercoledì 11 novembre - Aula Magna “G. Agnelli” - ore 11
Cerimonia (ad invito e trasmessa in modalità streaming dalle aule 1 e 3 e su www.polito.it)


INAUGURAZIONE DELL’ANNO ACCADEMICO 2009/2010
Relazione di Francesco Profumo, Rettore
Indirizzo di saluto di studenti e personale tecnico amministrativo
Intervento di John Elkann, Vice Presidente Gruppo Fiat
Prolusione sul tema “Città e saperi scientifici e sociali: vita e crisi delle parole” di Carlo Olmo, Ordinario di Storia dell’Architettura presso il Politecnico di Torino
Dall’homo faber alla knowledge factory, dalla fabbrica del tangibile a quella dell’intangibile: l’invisibile forza del sapere è sempre più presente nei prodotti, nei servizi e ancor più nelle persone che governano imprese ed istituzioni.Il sapere nelle organizzazioni è oggi un valore strategico e costituisce un fattore competitivo nell’attrarre talenti e risorse sul territorio.La tradizione politecnica, da 150 anni, interpreta il collegamento fra il mondo delle idee e la dimensione del fare, anticipando l’ibridazione dei saperi e l’integrazione di culture diverse per una crescita armonica e sostenibile della società.

giovedì 5 novembre 2009

Sindaci hanno manifestato a Torino per difendere il Poli

Oltre trenta i primi cittadini della Granda che questa mattina, rispondendo all’invito del sindaco di Mondovì, Stefano Viglione, sono intervenuti alla manifestazione di protesta contro la chiusura delle sedi decentrate regionali del Politecnico organizzata davanti all’ingresso dell’ateneo a Torino. Una rappresentanza nutrita e partecipata della comunità monregalese e cebana, alla quale si sono unite, in spirito di solidarietà, anche le Amministrazioni di Cuneo (con l’assessore Spedale) e Savigliano (con l’assessore Piola), dove sono presenti altri decentramenti universitari della nostra provincia: “Voglio ringraziare i colleghi sindaci che anche in questa occasione non hanno fatto mancare il proprio sostegno – ha detto Viglione – testimoniando da un lato come il Politecnico sia davvero una risorsa di tutta la comunità e dall’altro la capacità del territorio monregalese e cebano di essere coeso e di saper lavorare insieme”. Una manifestazione di dissenso, come ha spiegato Viglione, “per impedire che cali un velo di silenzio sul provvedimento di soppressione dei corsi di laurea del polo cuneese del Politecnico da parte del Senato Accademico, provvedimento che è purtroppo in linea con un inaccettabile processo di costante depauperamento di risorse e servizi a discapito dei territori provinciali ed a favore di un sempre più diffuso torino-centrismo”.

Uniti mano per mano, i sindaci hanno formato un simbolico “cordone tricolore” davanti all’ingresso del Politecnico torinese, portando all’attenzione di studenti, docenti e passanti la “voglia di resistere” del territorio contro un provvedimento giudicato iniquo, arbitrario e penalizzante: “abbiamo consegnato al pro-rettore Gilli – ha aggiunto Viglione – la richiesta della nostra comunità perchè venga istituito un tavolo di concertazione ai massimi livelli con la presenza del Ministero dell’Istruzione, della Regione Piemonte e del Politecnico di Torino, e con il coinvolgimento di tutti gli Enti del territorio della provincia di Cuneo interessati: un tavolo di lavoro per trovare insieme soluzioni utili a scongiurare la chiusura della sede di Mondovì del Politecnico. Dopo i giorni della protesta, oggi deve essere il giorno delle proposte e ci auguriamo perciò che a breve la nostra istanza trovi positivo accoglimento”.