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domenica 25 ottobre 2009

UNIVERSITA': GELMINI, FEDERALISMO NON PUO' ESSERE MOLTIPLICAZIONI SEDI

da Libero-news.it

Stresa (Vb), 24 ott. - (Adnkronos) - ''Il federalismo non puo' coincidere con la moltiplicazione delle sedi solo perche' i singoli presidenti di provincia e di regione si debbano fregiare della nuova sede distaccata della nuova facolta', del nuovo corso di laurea'. Lo ha detto il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini facendo riferimento alle polemiche che hanno accompagnato la decisione del Politecnico di Torino di chiudere le sedi distacate per destinarle a poli di ricerca.

''Abbiamo bisogna di calibrare l'offerta formativa sulla base delle effettive esigenze, della ricerca perche' non serve fare dell'universita' un liceo - ha aggiunto il ministro dal convegno di Iniziativa Subalpina, a Stresa - l'universita' e' un luogo dove o si fa ricerca o non esiste l'universita' e le condizioni perche' si possa fare della buona ricerca si riescono a creare, posto che questo costa, in pochi luoghi selezionati dove ovviamente serve una politica di diritto allo studio servono le residenze universitarie , servono le borse di studio ma non buttare via soldi nella moltiplicazione degli insegnamenti e dei corsi, come e' stato fato in quest'anno''.

Riceviamo e pubblichiamo

Ci hanno detto di non "grogiolarci nelle nostre piccole realtà", di guardare alle grandi città e all'estero... Ma l'Italia non è fatta di metropoli e tanto meno di estero: l'Italia è fatta di TERRITORI, entità con caratteristiche proprie e potenzialità importanti. Noi non ci stiamo crogiolando, abbiamo bensì capito il nocciolo del problema urbanistico, architettonico e culturale. Un'Università che non guarda al territorio è un'Università che non guarda all'Italia!!
Chiara Bernardi

Appello del sindaco di Carcare ( Franco Bologna ) contro la chiusura della sede decentrata di Mondovì


Appello dei sindaco di Cengio ( Ezio Billia ) contro la chiusura della sede decentrata di Mondovì


Appello del Vice-Sindaco ed Assessore alla pubblica istruzione del Comune di Cairo M.tte Gaetano Minintenda contro la chiusura della sede di Mondovì

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FABBIO POLEMICO: "SONO POCO CONVINTO DALLA RIORGANIZZAZIONE DEL POLITECNICO DI TORINO"

(el. sca. 23/10) - Il sindaco, Piercarlo Fabbio, interviene nella polemica seguita alla chiusura della didattica della sede alessandrina del Politecnico. Trasmettiamo integralmente il suo intervento. “Sono poco convinto che la riorganizzazione del Politecnico di Torino, con la conseguente soppressione della didattica nelle sedi decentrate – tra cui Alessandria – sia un “grande segnale al Pese” come sostiene il rettore Profumo.
Io so solo che il Comune di Alessandria, che non ha mai attentato all’autonomia del Politecnico, ha versato per il funzionamento della sede decentrata degli Orti, ben 1 milione e 45 mila euro in cinque anni (2003 – 2008).
Questo per migliorare la performance di una sede decentrata in termini di didattica, perché sulla ricerca ben altri sono i volumi di denaro che ci si apprestava a fare giungere al Politecnico.
La Cittadella della Conoscenza avrebbe mosso, nel giro di tre anni, tra risorse comunali e risorse dei Parco Territoriali di Sviluppo e Disponibilità della Fondazione, ben 7,5 milioni di euro. Nel recente passato la presenza di Proplast – oggi emigrata nel Piano Tecnologico di Tortona – società partecipata fino al 2009 dal Comune di Alessandria, aveva garantito circa 500 mila euro ogni anno al Politecnico.
A ciò si aggiungono risorse annue per la didattica che gli altri componenti del Consorzio per il Politecnico ogni anno versavano all’Ateneo (circa 800.000 euro).” Gli enti locali hanno sempre fatto la loro parte, non a caso i corsi di Alessandria, in termini di costi per C.F.U. (crediti formativi universitari) sono del 25% più bassi di quelli torinesi e del 35% minori di quelli vercellesi.
Quindi la nostra sede era più efficiente di altre, ma visto che dovevamo dare un “grande segnale al Paese”, in splendida autonomia, abbiamo reso più complicato l’accesso agli studi di studenti e diminuito la capacità di disseminazione della conoscenza, che, a veder bene, è un pessimo segnale ad un Paese che chiede più efficienza, ma anche più alto livello di democrazia. Poi capiamo tante cose, allora il Rettore dica la verità: la ricerca incassa e la didattica costa e non rende”.

ORISTANO: COMUNE E PROVINCIA, NO A CHIUSURA UNIVERSITA' CITTADINA (2)

da Libero.news.it

(Adnkronos) - ''La seduta di oggi coincide con una delle fasi piu' drammatiche della vita della preziosa realta' della sede universitaria decentrata di Oristano''. Il Sindaco Nonnis ha parlato di una piccola realta' universitaria che conta 700 iscritti (4/10 dei quali provenienti da altre province e regioni), 400 laureati, 86 con laurea specialistica o diploma universitario, il 46% occupato ad un anno dalla laurea ''ma giudicare semplicemente dai numeri una sede universitaria decentrata significherebbe sminuire il patrimonio di conoscenza e di competenza che e' andato maturando in questo quindicennio.

La presenza della sede universitaria nella nostra citta' ha rappresentato e rappresenta ancora oggi una rilevante opportunita' economica per il territorio, anche per l'indotto che ha consentito di generare, forze lavoro, creativita' intellettuali, specialistiche e meno specialistiche, concorrendo cosi' ad arricchire la citta' e la provincia''. Per il Sindaco Nonnis ''occorre sciogliere il nodo della mancata erogazione di una quota consistente di finanziamento e occorre un impegno concreto da parte di tutti per condividere una strategia immediata, prossima e futura. Solo cosi' sara' possibile individuare un punto di contatto tra le prospettive di internazionalizzazione, di potenziamento e sviluppo della sede universitaria''.

Il Presidente della Provincia Pasquale Onida ha ricordato l'assemblea organizzata a Marzo dai lavoratori ''un incontro che doveva essere operativo e concreto, ma che non ha prodotto risultati''. ''Al tavolo di crisi emerge sempre di piu' con forza che il futuro di questo territorio cammina su tre livelli: turismo, agroalimentare, cultura e ambiente''. Per il Consigliere regionale Oscar Cherchi e' essenziale che in Regione ci si batta per eliminare il fondo unico e creare un fondo distinto per ogni sede ''e occorre che in queste circostanze ci togliamo la casacca e che discutendo la Finanziaria, quindi il futuro dell'universita' diffusa in Sardegna, siamo uniti per il nostro territorio''.

Gelmini anticipa la Riforma Universitaria: fondi ad hoc e enti territoriali protagonisti

da universita.it

“La riforma dell’università prevederà una legge delega sul diritto allo studio”. Questo è quanto ha annunciato il ministro Gelmini ospite a Stresa ad una tavola rotonda, confermando l’articolo 4 del ddl Riforma Università che sembra approderà, salvo modifiche, al Consiglio dei ministri, la prossima settimana.

Secondo il ministro “Il nostro paese non ha una politica di diritto allo studio“, questo perché “non ci sono risorse, non ci sono i prestiti d’onore e su questo anticipo, vedendo esponenti del sistema bancario in sala – ha scherzato - andrò a battere cassa perché credo che sia una pratica che possa dare buoni risultati“.

Il ministro Gelmini ha confermato alcuni contenuti del ddl Riforma Università. “All’interno del disegno di legge – ha spiegato – abbiamo valutato con il ministro Tremonti un fondo per il merito che vedrà la disponibilità di risorse pubbliche”. E non solo

Il fondo per il merito sarà infatti, come già anticipato, investito a partecipazione privata: Nel testo, “ci sarà anche un invito anche alle imprese e al settore privato perché investano nel diritto allo studio”.

Per Gelmini è questa la soluzione per recuperare risorse per le “spese inutili: posizionandole direttamente nel sostegno alle famiglie e agli studenti è possibile dotare il nostro paese di un sistema universitario all’avanguardia”.

Il ministro Gelmini ha infine ricordato che il nuovo ddl cercherà di “coinvolgere tutti gli enti territoriali nella programmazione che deve essere condivisa e frutto di uno sforzo comune tra enti territoriali che appartengono anche a forze politiche diverse per davvero utilizzare le risorse nel migliore dei modi”

Appello del Sindaco di Cairo M.tte FULVIO BRIANO contro la chiusura della sede decentrata di Mondovì

La cittadinanza cairese auspica un’attenta riflessione in merito alla decisione di interrompere l’attività didattica nella sede monregalese. Le università decentrate, che offrono specificità ed un’integrazione tra aziende del territorio, ricerca, ed enti locali, costituiscono un arricchimento economico e culturale, nonché una forma di tutela degli studenti e di salvaguardia del diritto allo studio.

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